Avvisi di domenica 1° settembre 2019

Avvisi della settimana

  • Domenica 1° settembre
  • Lunedì 2 settembre
    • Riprende l’orario normale delle S. Messe feriali
    • Ore 18.30, oratorio SS. Redentore. Presentazione dell’anno societario dell’OltreSempione Calcio. Sono invitati i genitori dei ragazzi nati negli anni 2006/2007/2008/2009. L’incontro è aperto a tutti coloro che vogliono anche solo conoscere la società e avere informazioni.
  • Martedì 3 settembre
    • Ore 21.00, casa parrocchiale SS. Redentore. Incontro del gruppo missionario delle due parrocchie
  • Mercoledì 4 settembre
    • Ore 9.00, casa parrocchiale SS. Redentore. Incontro Caritas delle due parrocchie
  • Giovedì 5 settembre
    • Ore 21.00, casa parrocchiale SS. Redentore. Incontro delle catechiste dell’Iniziazione Cristiana delle due parrocchie
  • Venerdì 6 settembre, 1° venerdì del mese
    • Ore 17.00-18.00, parrocchia SS. Redentore. Adorazione.
  • Sabato 7 settembre
    • Ore 11.00, parrocchia Santi Magi. Amministrazione del Battesimo.
    • Dalle ore 16.00, parrocchia SS. Redentore. Apertura della mostra “Una Chiesa che esce” per una lettura dell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco
  • Domenica 8 settembre, festa di Santa Maria Nascente, patrona del Duomo di Milano e della Chiesa della Madonnina
    • Ore 16.00, parrocchia SS. Redentore. Amministrazione del Battesimo
    • Ore 16.00, oratorio S. Martiri. Incontro per gli Operatori pastorali guidato dal Vicario episcopale in vista del rinnovo dei Consigli pastorali. Si conclude con la S. Messa delle ore 18.00.
  • Lunedì 9 settembre
    • Ore 21.00, casa parrocchiale SS. Redentore. Incontro del Consiglio Pastorale

Festa Patronale SS. Redentore, dal 12 al 16 settembre 2019

Leggi tutto il programma


Progetto AppArTe

Dopo l’iniziativa “Indovina chi viene a cena?” di marzo ecco il Laboratorio “Insieme”

Leggi tutte le informazioni


«Il Consiglio Pastorale e l’arte del consigliare»Parte prima

di Paola Panzani, nel corso degli anni ho ricoperto diversi incarichi a livello associativo di AC.

Il Concilio Vaticano II è un enorme tesoro che ci è stato donato: uno scrigno colmo di doni tra cui il valore della collegialità. Lo hanno scoperto da subito i Padri conciliari perché non era affatto scontato che sapessero stare insieme, che imparassero un metodo di lavoro e che riuscissero a dare forma concreta alla loro collegialità. Non è uri caso che uno dei
frutti del Concilio siano stati proprio gli organismi di partecipazione: consigli pastorali parrocchiali, diocesani, per gli affari economici. Al n.12 della Lumen Gentium si dice: “Tutti i battezzati sono profeti, hanno uno spirito di profezia e tutti hanno il sensus fidei, cioè una capacità di penetrare il senso spirituale della Parola e di interpretare l’a zione dello Spirito, i disegni di Dio all’interno della storia”. Tutta la comunità è chiamata a costruire una fraternità evangelica e a farsi carico della fede degli altri, della fede dei fratelli anche attraverso questi strumenti di partecipazione. L’esperienza dei consigli pastorali rimanda, tuttavia, spesso ad un’immagine in cui è evidente il divario tra ideale (tutti i battezzati sono corresponsabili e devono farsi carico della missione evangelizzatrice della Chiesa) e realtà spesso insoddisfacente e ben lontana dalle aspettative. Possiamo trovarne la causa di ciò in alcune idee errate che provo qui a sintetizzare. La prima è legata alla presenza dei laici spesso individuati tra i più rappresentativi della comunità. In realtà nei consigli dovrebbe essere presente la pluralità dei ministeri, delle condizioni di vita, delle sensibilità presenti in Parrocchia. La diversità di carismi come ricchezza e attenzione a tutti. A volte pensiamo i Consigli come luoghi di rappresentatività dei vari gruppi, delle loro iniziative, dove ciascuno può presentare un po’ ciò che fa e magari pianificare, calendarizzare le proprie iniziative, ma dove finisce per soffocare la creatività dello Spirito. Altre volte sono colti come l’opportunità data ai laici “per parlare e dire la loro, ma poi, in fondo non cambia nulla”.